Pergamena 14

del Cambiamento, del Flusso, della Prosperità

Isas Aurind::: – lo senti il silenzio del cambiamento?

Algiz::: – si… a volte mi piace, qualche volta m’inquieta

Isas Aurind::: – t’inquieta quando ti separi dal Flusso, quando il tuo piccolo io ordinario pensa solo a come salvarsi

Algiz::: – sei sempre dolcemente spietato…

Isas Aurind::: – sulla terra avete una strana immagine della pietà, come se pietà e verità non si accordassero… J

Algiz:::  – ma sì, lo so che hai ragione, tuttavia non è semplice esistere in un corpo in un tale momento, tra economie logore, nanotecnologie suine, bombe sulla Luna

Isas Aurind:::  – ‘non è semplice’ se ti separi dal Flusso, insisto! Capisci cosa intendo quando parlo di Flusso? Bene…non è quello! Perché appunto non è una cosa che puoi capire. Il Flusso lo puoi solo sperimentare, è di esclusiva natura empirica, esperienziale

Algiz:::  – continua…

Isas Aurind:::  – il Flusso è quello stato nel quale…Fluisci… fa ridere vero? Le parole sono una gabbia.
Vediamo: sei nel Flusso quando ad esempio sei nella prima fase dell’Innamoramento, solo che in quel caso sei condizionato da chi quello stato te lo produce; il partner.

Algiz:::  – quindi è un “mezzo Flusso”? non è valido?

Isas Aurind:::  – no, tutt’altro, grazie a Dio. È validissimo, ma per la vostra latitudine evolutiva ha come un timer, diventa Amore Umano, alterco, dipendente, e molto spesso è la sceneggiatura che le Anime si sono scelte per risolvere quel gioco di specchi necessario allo sviluppo di sé; e quindi delle Due parti.

Algiz:::  – un Flusso con il timer…
…quindi? questo Flusso senza il timer?

Isas Aurind:::  – trasponi quello stato da Innamorato dentro una Costante, levagli ogni condizionamento…

Algiz:::  – …

Isas Aurind:::  – non deve avere un’origine esteriore! Non può averla! Non può essere l’amato/a a generare il Flusso, al massimo lo può ispirare, ricordare

Algiz:::  – ma un’origine c’è sempre, non può non esserci

Isas Aurind:::  – ovviamente, ma quest’Origine è dentro,
la “Natura Originale” decantata dal Buddha;
dentro di te, proprio dentro di te, proprio te, adesso, ora, mentre digiti, mentre leggi

Algiz:::  – io? …

Isas Aurind:::  – il solito egocentrico, ma sì anche te… parlavo con quelli che sono arrivati fin qui nella lettura

Algiz:::  – mmh… comunque non sono egocentrico

Isas Aurind:::  – tuttavia ci scivoli dentro, è inevitabile, se prendi capitolo, se alzi una voce, se accendi una candela; pensa, immagina qualcuno al centro di una stanza buia che stia per accendere una candela, cosa succede?

Algiz:::  – la candela diventa il centro radiante della stanza, indipendentemente dalla sua collocazione rispetto alle dimensioni della stanza…il buio si rischiara

Isas Aurind:::  – e…

Algiz:::  – e per un attimo chi l’ha accesa si trova automaticamente nel centro.
Ok, ma questo è ovvio! … …si, va bene, mi hai fregato: l’abilità sta nel levarsi di torno per tempo, altrimenti la luce accesa sarà oscurata dalla mia densità che farà ombre cinesi tutt’intorno oscurando e deviando la luce accesa

Isas Aurind:::  – bene, sei stato veloce. Tuttavia non tediartene, è un rischio naturale, una di quelle leggi sapientemente progettate dall’Architetto.
Torniamo al Flusso…

Algiz:::  – si, che è meglio

Isas Aurind:::  – devi sederti comodo un “tot” tutti i giorni

Algiz:::  – un tot…?

Isas Aurind:::  – il tempo è soggettivo, basta evitare gli estremi della pigrizia o degli eccessi fanatici.

Algiz:::  – schiena dritta, ..

Isas Aurind:::  - no! La schiena deve essere eretta, naturale…”dritta” non è efficace

Algiz:::  – non pensi che questo stile casalingo e un po’ pedante possa non piacere e stancare chi legge?

Isas Aurind:::  – l’umanità soffre di correttori di bozze, editing ecc …sono solo formalità; bada all’ortografia e al contenuto. Sai quante sfumature si perdono nella standardizzazione del linguaggio? Ortografia e sintassi generale sono più che sufficienti, lascia certe matematiche a chi deve riempire i vuoti… e poi noi stiamo dialogando J

Algiz:::  – schiena eretta..e poi?

Isas Aurind:::  – e poi c’è tutto il lavoro di una vita o di un istante… sentire che tutto è gratuito, che tutto ti è dovuto, che hai diritto all’esistenza, alla proprietà, allo spazio che occupi, all’aria che respiri, all’energia, alla Luce;
è tutto tuo, tutto!

Algiz:::  - ???

Isas Aurind:::  – dai che hai sentito.
La parabola del figliol prodigo non sono riusciti a cancellarla, è tutto lì: quando ti ri-volgi all’Uno, l’Uno prepara le cose migliori e, senza giudizio, freme naturalmente alla gioia che tutto il fango nel quale hai creduto sia lavato, così da svelare il tuo abito di Luce;
è solo quando raggiungi questo stato che ogni cosa che chiedi o della quale abbisogni procede sicura verso di te.

Algiz:::  – però…come la mettiamo, con il “tutto è dovuto, gratuito”? ho la sensazione che siamo immersi in ben altro sistema educativo: lavorare, conquistare, sudare, non desiderare/desiderare tutto ecc

Isas Aurind:::  – questi valori rimangono, ma trasfigurati, diversamente collocati, interpretati; sul non desiderare invece vige un enorme equivoco: si è detto, si è scritto ma, non è stato spiegato. Semplicemente, quando scopri lo stato di Flusso, quando lo sperimenti costantemente o quasi, non hai bisogno di “desiderare” e se tu accidentalmente lo facessi, interromperesti il Flusso…

Algiz:::  – ma è un rompicapo!

Isas Aurind:::  – per i pigri J
Allora: se desideri, ti manca!
Il fatto che ti manchi, che sviluppi questa sensazione, denota uno stato di rallentamento della percezione, ti densifichi, scendi insomma da quello stato di Prosperità, e come ben sai, superato un certo livello, la materia non è più permeabile dalla Luce; non palesemente intendo; poiché tutto è luce in gradi diversi.
In altre parole, se tu hai sete, concludi con facilità che desideri l’acqua…

Algiz:::  – bhè, ha un che di matematico

Isas Aurind:::  – sei un somaro (in senso etimologico)
Pensi davvero che il Cosmo ti neghi l’acqua o qualsiasi altra sua metafora? Quando desideri l’acqua, implicitamente stai affermando che il Cosmo non ha provveduto a ciò, te ne convinci, e così facendo fai scaturire non-valori come la colpa, l’orgoglio, il merito/de-merito, che infine producono Karma, cioè tempo di separazione tra te e quell’acqua… quando l’acqua vorrebbe venire semplicemente e direttamente verso di te, e così anche i soldi, la casa, la macchina, la potestà di agire insomma… nel sermone della montagna (1 a piè pagina) il Cristo è estremamente chiaro, in quella semplicità poetica vi è tutto il segreto di ogni Esoterismo. È un Inno al Flusso! Alla Natura Originale, di cui il Buddha fu precursore.

Algiz:::  – insomma, mi siedo, schiena eretta..

Isas Aurind:::  – un bel sorriso, bello bello, appena accennato, come quello dei Buddha, e fa niente se all’inizio, sorridendo a occhi chiusi, ti senti un po’ scemo

Algiz:::  – poi dici a me di moderare il linguaggio

Isas Aurind:::  – scemo viene da Sciamano, diverso, strano, a-formale nel comportamento, che si distanzia dal villaggio…è curioso che i tuoi contemporanei considerino questo termine offensivo, la dice lunga sul conformismo che ormai impera nelle vostre società, anche se qualcosa sta cambiando; certo dipende come si dice, ma come che sia, l’etimo è squisitamente iniziatico. Quindi sentiti Scemo con tranquillità, sorridi, schiena eretta e …respira, prega, ricorda, cerca quell’Origine e, credimi che non è roba per monaci o iniziati, per santi o maestri, è per tutti, da ora, subito. L’unico problema è il tempo…ah se gli uomini avessero la stessa pazienza che hanno con il grano e con il vino, questa conversazione sarebbe avvenuta diversamente e su un altro livello e il grigio di cui vi siete circondati sarebbe un oro splendente.

Algiz:::  – la pazienza!!!

Isas Aurind:::  – vai ora, la festa delle Zucche ti aspetta e la tinta blu ti pizzica…ma perché ti sei fatto i capelli blu?

Algiz:::  - …

Isas Aurind:::  - … ;-)

 

(1) <<Perciò io vi dico: Non prendetevi pensiero del domani, di ciò che mangerete, né di come coprirete il vostro corpo.  Non è la vita più del cibo e il corpo più delle vestimenta?  Guardate gli uccelli dell'aria; essi non seminano, né mietono, né raccolgono, pure il vostro Padre celeste li nutre.  Non siete voi da più di essi?  Chi di voi, preoccupandosi, può aggiungere un cubito alla propria statura?  E perché vi date pensiero delle vostre vestimenta?  Guardate i gigli del campo, come essi crescono; essi non s'affannano, né tessono; eppure Io vi dico che neppure Salomone, nel suo splendore, era abbagliato come uno di essi: perciò, se Dio veste cosi l'erba del campo che oggi è, e domani è gettata nel forno, non vestirà egli molto di più voi, o voi uomini di poca fede?  Non vi date dunque pensiero dicendo: che cosa mangeremo o di che cosa vestiremo? Poiché il vostro Padre celeste sa che voi avete bisogno di queste cose>>

Gesù

 

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