Introduzione all'Alchimia

July 29, 2015

 

Ho incontrato l’Alchimia verso i 21 anni, prima attraverso i libri dell’Editrice Kemi e subito dopo tramite la conoscenza del fondatore di quest’ultima: il dott. Angelo Angelini, che ho seguito fino alla sua scomparsa nel 1996. Con l’editrice Kemi mi sono formato in Egittologia, Alchimia, Astrologia. A quei tempi eravamo circa una ventina di assidui frequentatori, eterogenei, diversi. Ognuno di noi ha poi continuato scegliendo l’ambito a lui più consono: il mio è la divulgazione, il conferirne, in special modo sugli aspetti più spirituali dell’Alchimia spirituale e dell’Astrologia esperienziale. Attualmente, oltre alla mia attività di operatore Shiatsu e maestro di Tai Chi Chuan tengo il corso annuale di Alchimia e Meditazione e insegno all’Accademia di Astrologia Antica ad indirizzo alchemico e filosofico che ho fondato qualche anno fa.

Sulle cose dell’Alchimia vi è sempre stato il più assoluto riserbo, dettato dalla necessità di evitare i conflitti intellettuali e i roghi religiosi, suggerito dal bisogno di mantenere quella riservatezza necessaria, che avrebbe tenuto lontano curiosi e speculatori, che avrebbero potuto appropriarsi indebitamente dell’Arte, inquinandone le acque. Da evitare erano anche quelli che l’oro l’avrebbero cercato davvero, passati poi alla storia come “soffiatori” e “archimisti”, dando in qualche modo lo start allo studio della Chimica come oggi la conosciamo. Non che l’oro non si possa fare, beninteso, ma è ciò che implica a rappresentare un problema: l’Alchimista vedeva nella trasmutazione dei metalli semplicemente la conferma del suo percorso e tutt’al più, il mezzo per sostenersi, per non lavorare, la Potestà di Agire dicevano un tempo. Tuttavia è inutile cercare l’Oro, in quanto tale trasmutazione è possibile solo se è avvenuta una trasmutazione spirituale, Reale e non o non solo, psicologica;

“per fare l’Oro devi averne già un po’”

L’Alchimista in definitiva cercava di non alzare troppi polveroni per non vedersi poi costretto a fuggire, nascondersi, per evitare di dover dire, magari sotto tortura o altre nefandezze, un segreto che non era un segreto, un segreto che si fondava su di una realizzazione che non si può né vendere né comprare… né dirsi… puoi spiegare un profumo? O raccontare di un colore ad un cieco?

Non ultimo, era il rischio che qualcuno particolarmente dotato di intelletto, conoscenza e volontà, ma vuoto d’Amore, potesse impossessarsi dei poteri che vengono da una mente liberata. Infatti, seppur prima di giungere all’Oro, le conoscenze e le percezioni e soprattutto le Interazioni che l’alchimia insegna, sono bastanti a produrre guai, non solo allo sventurato operatore ma in particolar modo al suo prossimo. L’energia che letteralmente ci circonda e ci pervade è infatti Neutra e potentissima e può essere usata sulle cose e sugli uomini. Per fare un esempio di Mitologia Moderna, nella saga cinematografica di Star Wars, il lato oscuro e luminoso della forza sono messi, almeno concettualmente, piuttosto in chiaro, George Lucas Docet.

Mi sono deciso a dirne. Quello che affronteremo insieme sulle pagine di questo blog sarà comunque tutto ciò che si può dire, sottratto da quello che non si presta a dirsi, perché incomunicabile. Ma soprattutto, sarà quello che io, come persona, che non ho fatto l’Oro, ho potuto ora comprendere, ora sperimentare, tra molti fallimenti e qualche successo.

continua

 

 

 

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13/05/08

 

 

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